martedì 8 febbraio 2011

Argomenti Seri

Gentile Sindaco Alessandro Cosimi,

L’alta pressione atmosferica in queste stabili giornate invernali si manifesta nella presenza di foschie, banchi di nebbia e nubi basse schiacciate al suolo dall’aria fredda e pesante. IL fenomeno metereologico nasconde però una insidia da cui Livorno non è immune: l’aumento di concentrazione di polveri sottili nell’aria. La quasi totalità dei Sindaci d’Italia attribuisce la colpa della presenza di questi inquinanti, che in Italia abbassano mediamente di 3 anni la speranza di vita laddove sono costantemente presenti, all’intenso traffico veicolare, al congestionamento delle auto private ed alla scarsa qualità ecologica delle stesse. Purtroppo come si capisce benissimo dai provvedimenti presi nelle grandi metropoli, fare il blocco dell’auto di Domenica (quando peraltro pochissimi usano l’auto) non serve a nulla, ma a ben poco servirebbe anche bloccare la circolazione nei normali giorni feriali in quanto l’inquinamento da polveri sottili attribuibile al traffico arriva ad appena il 30% del totale. La restante fetta di inquinamento se la spartiscono quasi ex-equo i riscaldamenti privati e gli impianti di produzione di energia o industriali.

Non possiamo rinunciare per sempre alla mobilità urbana, anche privata, ma sicuramente possiamo rinunciare per sempre a quelle metodologie di riscaldamento inefficienti che disperdono grandi quantità di polveri nella nostra città: in particolare mi riferisco alle caldaie a gasolio, ancora molte nella nostra città, ed alle stufe a pellets, a legna, spacciate per ecologiche solo perché bruciano legno e derivati invece del petrolio ma chiaramente inquinanti quasi come se avessimo per tutto l’inverno un perenne incendio boschivo in mezzo alla città.

Lei signor Sindaco ha il potere di emettere ordinanze che governino la metodologia di produzione del calore per riscaldamento e per Livorno, per la sua città, per la sua qualità di vita, potrebbe emettere un semplice provvedimento che rinnovi questo sistema. Il 2020, termine da lei indicato in numerose e diverse manifestazioni, potrebbe essere anticipato al 2015 visto che non si parla di qualità urbanistica ma si parla di salute pubblica. Si potrebbe stabilire che “dal 1° Gennaio 2013 le abitazioni private che utilizzano il gasolio come combustibile per l’alimentazione di caldaie saranno multate con una sanzione pari a 1000€ per abitazione. Dal 1° Gennaio 2015 la sanzione raddoppia e il comune sostituisce in maniera coattiva la caldaia in questione con una a bassa emissione di polveri sottili”. La sanzione è indicativa ma in appena 4 anni potremmo aver tagliato in maniera notevolissima la presenza di polveri sottili nella nostra città, soprattutto nelle zone con un patrimonio edilizio ormai obsoleto. A questo provvedimento proprio per migliorare ulteriormente la qualità energetica della città potrebbe stabilire che “E’ vietato qualsiasi tipo di passaggio da riscaldamento centralizzato a riscaldamento autonomo”: in questo modo andrebbe a bloccare una pratica antiecologica, in quanto tutti sanno che i rendimenti della somma di singoli impianti sono di gran lunga inferiori ai rendimenti degli impianti centralizzati, facilmente controllabili e sottoposti ai regolamenti di accensione e spegnimento cittadini.

La partita per un buon Sindaco potrebbe farsi ancor più interessante per quanto riguarda le nuove costruzioni. Lei ben sa che sul mercato immobiliare negli anni a venire saranno immessi un gran numero di nuovi appartamenti, molto oltre le mille unità abitative: dalla lottizzazione del Nuovo Centro (circa 700 alloggi) al recupero del mercato ortofrutticolo (altre centinaia) agli alloggi a canone concordato di Coteto (altre centinaia) ai 120 alloggi di Piazza del Luogo Pio, ai recuperi vari come quello di Villa Pendola etc. Pur non espandendo la città, come lei ha promesso, gli spazi vuoti sono molti e se si colmano tutti con nuove unità residenziali anche l’impatto che la loro efficienza energetica avrà sulla città sarà notevolissimo. Urgono dunque tre provvedimenti di minima per le nuove costruzioni in arrivo: l’obbligatorietà del riscaldamento tramite pannelli radianti (incredibilmente più efficienti dei termosifoni); l’obbligatorietà di avere un impianto centralizzato di riscaldamento per blocco residenziale o addirittura per quartiere; la necessità di avere abitazioni in classe energetica A. Da libero professionista per me può essere una restrizione, una difficoltà per il mio lavoro ma è solo con queste piccole e semplici norme, che Lei può facilmente emanare che la nostra città, può fare un balzo in avanti nella sua vivibilità.

Questi che ho appena esposto non sono che semplici piccoli passi che un comune come Livorno potrebbe fare sicuramente per scalare quella classifica di sostenibilità ambientale che, per quanto siamo una città di mare baciata dai venti purificatori, non brilla come dovrebbe, indice di una situazione ambientale in equilibrio alquanto precario. Mi auguro che questa lettera possa indurre Lei e la sua amministrazione e riflettere su queste tematiche e a proporre qualche iniziativa in tal senso alla cittadinanza da qui al 2014 termine ultimo del suo secondo mandato.

Cordiali Saluti

- Ing. Edoardo Marchetti

giovedì 23 dicembre 2010

Querelare la satira


Leggere l'articolo di partenza:

Su facebook con la divisa di Salò
Cosimi non perdona il fotomontaggio

E' stato un episodio del tutto inopportuno. Non il fotomontaggio! Ma la denuncia del fotomontaggio! Cosimi che fa il saluto romano con la divisa di Salò è chiaramente una caricatura, satira, libertà di espressione, l'estremizzazione di un concetto. Che si condivida o meno non è assolutamente una diffamazione in quanto è chiaro l'intento paradossale. E' sconcertante avere dei politici così suscettibili alle prese di giro. Perché Cosimi non invita il ministro Brunetta a denunciare chi ha prodotto il fotomontaggio "Brunetta si regala il SUV" (con un Brunetta rimpicciolito che apre una vecchia Fiat 500)? Sono sicuro che Cosimi l'avrà vista e si sarà fatto una risata...ma Brunetta magari c'è rimasto male! Ha denunciato qualcuno? Non che ricordi.... Un bruttissimo episodio questo di Cosimi: mi ricorda quando Massimo D'Alema querelo Forattini per una innocua vignetta sull'affare Mitrokin... Che scarsa capacità di accettare ironie e critiche! Da un livornese non me lo sarei mai aspettato!

Cosimi farebbe molto bene a scusarsi e ritirare la denuncia. Basterebbe dire "Scusatemi ma ritenendomi una persona onesta e antifascista mi sono sentito profondamente offeso e colpito dalla rappresentazione fatta di me. Comunque mi rendo conto che le critiche, seppur feroci, fanno parte di un bene superiore chiamato "Libertà di Espressione". Per questo ho deciso di ritirare la querela." Miracolo! In un colpo solo da dire una cosa di destra (querelare una critica) potrebbere, scusandosi dire ben tre cose di sinistra (essere onesto, antifascista e tutelare la libertà di espressione). Questo però prevede una delle due opzioni: l'intelligenza di ammettere i propri errori o l'intelligenza di quantificare la "forza elettorale" di queste scuse. Tutto il resto è sciocchezza.

- Edoardo Marchetti

venerdì 10 dicembre 2010

La democrazia carsica

“E' stato un dibattito carsico, è vero: ma lo dico non nel senso di sotterraneo, nascosto. E' semmai un dibattito che per decenni è affiorato di quando in quando.” – Alessandro Cosimi – Il Tirreno 09/04/2010

Il carsismo è un fenomeno naturale tipico delle aree geologiche calcaree dove l’acqua, grazie alla scarsa integrità del terreno penetra negli strati profondi iniziando a scorre al di sotto dell’orizzonte visivo. La società livornese è molto simile: disintegrata, scarsamente coerente, permette che la democrazia formale e la legalità sprofondino nel sommerso e che gli interessi privati e discutibili, appena trovano la via per non evaporare al Sole della trasparenza, si infossano in percorsi cupi e oscuri ai più.

Il fiume carsico si muove per vie tortuose sottoterra e si incunea sotto qualsiasi luogo senza che esso possa accorgersene in superficie, fa curve , salti, sifoni e forma grotte che col tempo si ampliano se trovano la giusta composizione del terreno formano incredibili ricchezze naturali, stalattiti, stalagmiti, cristalli di roccia, fin quando la loro espansione continua porta a far crollare la volta della grotta esponendo alla luce la rete carsica e formando a seconda dei luoghi, doline, cenote, foibe… etc.. Il dibattito carsico è quello che non vede luce se non quando un evento traumatico lo porta alla luce, rovinando sulle ricchezze e gli interessi che al suo interno aveva accumulato ed esponendo alla luce dei cittadini trame e cordate che ben a lungo avrebbero potuto rimanere nascoste. Il crollo può essere reale o figurato e Livorno non si è fatta mancare ne l’uno ne l’altro: l’incompetenza tecnica portò il 29 Aprile del 1993 al crollo della Galleria di Montenero che inghiottì dal nulla 3 palazzine e che solo una caso fortunoso volle esente da vittime; i buchi figurati sono invece i frutti del dibattito carsico e Livorno ne è piena dalla porta a Terra, trasformata da centro fieristico a centro commerciale, dal Nuovo Centro, trasformato da polo per servizi a residenza e grande distribuzione, l’area di Montenero-Pascoli, da zona basso residenziale a complesso ospedaliero più costoso del mondo per dimensione. Queste doline democratiche, questi avvallamenti in cui il dibattito democratico formale si piega e inciampa scoprendo che i suoi progetti in realtà venivano erosi da sotto da altri e ben più potenti interessi, distruggono il tessuto cittadino, il tessuto democratico, il senso civico che porta i cittadini perbene a confrontarsi a viso aperto, porta un generale scoramento verso le istituzioni che sono viste come i moderatori degli interessi privati e non come amministratori degli interessi pubblici. Uno scollamento generale, trasversale che contagia ogni cittadino e disintegra ancor di più la moralità e il senso civico, vero freno impermeabile alla criminalità diffusa e organizzata.

La domanda è questa: può una città in decadenza culturale, economica, sociale, priva di anticorpi, piena di massoni, permettersi degli amministratori che non condannano il “dibattito carsico” in un Italia ampiamente governata da ben 3 mafie diverse (Camorra, ‘Ndrangheta e Mafia) che fatturano 100 Miliardi di € l’anno fatturati nell’illegalità del sommerso…. Del carsismo?

- Edoardo Marchetti

lunedì 29 novembre 2010

La Sconfitta

Ho perso.

Il referendum contro la localizzazione a Montenero del Nuovo Ospedale di Livorno è stato un fallimento: appena il 20% degli aventi diritto si è recato alle urne invalidando l'esito elettorale.

Purtroppo hanno perso molti.

Hanno perso le categorie qualificate alla programmazione urbanistica, gli urbanisti, gli architetti, gli ingegneri che hanno visto la loro professionalità svilita e superata in grande slancio dalla Medicina che ha gestito tutto: necessità sanitarie e scelte urbanistiche.

Hanno perso i quartieri Nord, quelli più popolari, quelli più bisognosi distantissimi da Montenero e a rischio di notevoli ritardi nel Pronto Intervento.

Ha perso enormemente Ardenza e Piazza Sforzini a cui vanno i miei auguri per il traffico che la attraverserà nei prossimi anni.

Ha perso l'ATL che, a fronte di una prospettiva di riduzione del numero di corse per notori dissesti finanziari, si troverà di fronte alla richiesta di ulteriori linee per il nuovo ospedale e ulteriori sforzi economici difficilmente sostenibili.

Hanno perso gli abitanti di Collesalvetti che evidentemente se ne andranno con la Via Emilia fino a Cisanello.

Ha perso la destra che con la sua mania di mettere il cappello su ogni protesta possibile riesce a compiere il miracolo di Re Mida inverso.

Ha perso Sinistra e Libertà che con la politica livornese veltroniana del "ma anche" si è rivelata insussistente a livello cittadino.

Ha perso (l'occasione per stare zitto) Maurizio Viti che dice "E' chiaro che l'80% della popolazione sostiene le scelte dell'amministrazione comunale", segno evidente di una perdita assoluta di lucidità di giudizio da far invidia al leader più popolare del mondo "Silvio Berlusconi" (tipo... il PD lo votano 10 milioni di elettori quindi gli altri 50 milioni sono con me! Un caso clinico).

Ha perso la democrazia quando il sindaco Alessandro Cosimi dice testuali parole: "La prima sensazione è che i professionisti della partecipazione escono massacrati da questo risultato". Segno probabilmente che tutti i "tavoli della partecipazione" dal Cisternino 2020 a Pensare in Grande siano, come avevo sospettato, solo una necessaria noia per il cui affossamento e fallimento si può solo gioire. Coerentemente Alessandro Cosimi dovrebbe dichiarare chiusa la partecipazione di qualsiasi progetto o intenzione comunale.

Ha perso il futuro che con questo risultato avrà un alibi enorme e una giustificazione perenne alla classe dirigente cittadini.

Ha perso Livorno.

- Edoardo Marchetti

sabato 27 novembre 2010

Domenica al voto: SI!


Domani, Domenica 28 Novembre 2010 dalle 8.00 alle 22.00, si terrà il referendum per l'abrogazione della delibera comunale con cui si autorizza la costruzione del nuovo ospedale di Livorno a Montenero.

Io voterò SI

  • Voglio abrogare questa delibera
  • Voglio un ospedale vicino al centro e non in periferia
  • Voglio che gli abitanti dei quartieri Nord non muoiano nel traffico durante il trasporto in ospedale
  • Voglio che la città sia sempre resa partecipe delle scelte
  • Voglio che un ospedale di 450 posti letto sia costruito con 150 milioni di euro (come avviene normalmente) e non con oltre 270!!
  • Voglio fermare la speculazione edilizia che si vuole fare nell'attuale sede ospedaliera
  • Voglio poter andare al mare l'estate senza trovarmi bloccato nel traffico di afflusso all'ospedale di Montenero
  • Voglio che l'ospedale nuovo si faccia demolendo alcuni edifici all'interno dell'attuale complesso così come previsto dall'ex direttore generale Mariotti
  • Voglio che, se non si può fare lì, si faccia al Nuovo Centro al posto dell'ennesimo ipermercato IperCoop
  • Voglio che l'ambiente pedecollinare rimanga di edilizia basso residenziale
  • Voglio che l'urbanistica sia materia per urbanisti, architetti e ingegneri
  • Voglio che la disciplina medica sia materia dei medici
  • Voglio che medici e primari NON prendano decisioni di natura urbanistica
  • Voglio che urbanisti, architetti e ingegneri NON impongano quale bisturi usare al medico
  • Voglio che ognuno ritorni a fare il proprio lavoro

Voglio dire SI all'eliminazione di questa classe dirigente totalmente incapace.

- Edoardo Marchetti


P.S. Dove si vota

http://www.comune.livorno.it/elettorale/Citel_Info_Dove.asp
http://www.comune.livorno.it/_livo/pages.php?id=7861&lang=it

mercoledì 20 ottobre 2010

Perché non scrivo più


Rispondo a chi in privato mi ha chiesto perché non si vedano più pubblicate le mie lettere sul quotidiano locale “Il Tirreno”.

Dopo un periodo di altalenanti pubblicazioni delle mie lettere sul quotidiano durante la direzione di Bruno Manfellotto, alla direzione del giornale è sopraggiunto il nuovo direttore Bernabò ex vicedirettore di Manfellotto che ha imposto un cambio della linea del giornale, o almeno dei suoi rapporti con le mie episodiche lettere. Un rapporto col giornale che si è completamente interrotto e che dalla nuova direzione in poi non ha più visto una sola lettera pubblicata. Anzi, una sola.

Con l’avvento del nuovo direttore la linea è cambiata: a favore dell’Ospedale a Montenero ci sono interviste, politici, medici, costituzionalisti, professori, e in generale molte firme della società civile; contrari alla costruzione dell’Ospedale a Montenero sono rimasti solo politici, gli esponenti della società civile sono stati pressoché aboliti, ed anche gli esponenti politici sono passati da essere delle due opposizioni (sinistra e centro-destra) a esclusivamente dell’opposizione di centro-destra con qualche rarissima apparizione dei promotori del Comitato per il Referendum.

L’effetto è evidente: chi si oppone all’Ospedale? Solo la solita destra becera, l’odiato Lamberti e un gruppo di riccastri di Banditella e Montenero che non vuole vedere svalutate le loro villette. Quante volte ho scritto? Molte, ma da ultimo le mie opinioni di cittadino comune sono sparite. Va beh... chi sono io? Nessuno. E l’Architetto Mauro Parigi? Che a suo tempo spiegò benissimo perché non si doveva fare? Bah... e gli ordini professionali un tempo contrari? Mah.. Il bilanciamento non manca... per ogni lettera di Ceccarini, Calamai, Cosimi, Emanuele Rossi, Massimo Paoli (che immancabilmente partono addirittura dalla Prima Pagina) si risponde con Lamberti, Tamburini e Taradash.... rigorosamente nella pagina dei lettori. Addirittura avevo personalmente scritto una lettera per descrivere una ipotesi di localizzazione alternativa a Montenero, che, condivisibile o non condivisibile, era pur sempre una proposta alternativa che mi pareva opportuno mettere agli atti del dibattito sull’Ospedale. Due giorni dopo (sempre partendo dalla prima pagina) era invece presente una filippica di Massimo Paoli contro i sostenitori del referendum nella quali si accusavano di essere assolutamente incapaci di fare proposte alternative e saper dire soltanto dei no.

Un po’ scocciato da questo comportamento ho voluto fare un “esperimento scientifico”.

Dopo molte lettere, critiche, sull’ospedale e la sanità livornese ho pensato di trovare un argomento qualunque (pannelli solari sul nuovo Distretto Socio-Sanitario) per elogiare l’intervento pubblico, senza minimamente criticare niente.

Giusto per vedere quale era il tono che dovevo dare alle mie lettere per vederle presumibilmente pubblicate.

Speravo in una maggiore furbizia, in una omissione e invece il pesce ha abbondantemente abboccato all’esca che avevo tirato pubblicando la mia lettera di elogi istituzionali.

La pazienza ha un limite ed evidentemente questo limite è stato superato: che senso ha per me continuare ancora a scrivere per Il Tirreno? Che senso ha scrivere e perdere tempo per un giornale che pubblica solo ciò che è conforme perfettamente alla linea intrapresa?

Per questo non vedete più le mie lettere e credo che non le vedrete più per molto tempo almeno per tutta la direzione del Signor Bernabò che evidentemente non apprezza il mio modo critico di scrittura.

- Edoardo Marchetti

martedì 21 settembre 2010

Fenomenologia del politico impreparato

L'abilità di riconoscere politici che fanno finta di conoscere gli argomenti trattati dai cittadini è qualcosa che si impara da una semplice osservazione del soggetto e da una eventuale conoscenza approfondita dell'argomento che stiamo trattando.
Il soggetto, generalmente un uomo con potere, con un diritto di voto forte, uno che conta e decide per migliaia di cittadini, si presenta alle riunioni tendenzialmente in ritardo, con aria stanca, in camicia; interrompe con la sua sola presenza i discorsi ormai iniziati in sua assenza e si siede in piazza d'onore accanto all'oratore di turno, il padrone di casa o il coordinatore della riunione.
In questo momento si manifesta l'assoluta ignoranza e superficialità dell'argomento trattato: mentre l'oratore parla, il politico ignaro prende alcuni fogli, generalmente slide stampate, tendenzialmente un progetto urbanistico che non conosce, lo guarda, lo sfoglia, scuote la testa lievissimamente annuendo mentre l'oratore continua a parlare; poi arriva alle figure, pezzo forte di ogni progetto inserite ad hoc per chi non capisce niente delle parti scritte. Le figure diventano un estasi la testa arretra come a far finta di dare una valutazione complessiva al progetto (questo si nota dall'apparizione del doppiomento, segno che si è tirato la testa indietro), la faccia diventa una smorfia compiaciuta, la bocca si accartoccia come a dire "Beh! Guarda qua che bel progetto!", scuote la testa annuendo sempre arretrata a dar ad intendere che lui è il supervisore ed ha le conoscenze per valutare la bontà o meno del progetto. L'uomo Del Monte ha detto sì e l'autocompiacimento per la parte politica, la sua, che ha concepito il progetto si manifesta tendenzialmente con un cenno all'oratore e con una frase sottovoce (ma ben visibile al pubblico) al correlatore tipo "Visto? Un buon lavoro!" (in caso di modestia) "Bellissimo, ottimo lavoro!" (in caso di ingordigia).
Il cittadino è indifeso di fronte a questa tecnica a meno che non sia un tecnico capace di valutare un progetto e notare che ciò che veniva spacciato per bello poi bello non è, generalmente esprime concezioni progettuali di 20 anni prima e soprattutto non funziona. Uno spreco immediato di denaro pubblico e uno spreco futuro per una manutenzione costosa. Ricordatevi dunque di informarvi sempre, di chiedere consiglio a tecnici esperti ed evitare in assoluto di tener di conto del giudizio di un politico.

N.B. In queste riunioni politico-cittadini, tendenzialmente burbere, inquisitorie per il politico è sempre presente un capopopolo vero e uno finto. Per quello vero non so dirvi come riconoscerlo e lascio a voi il compito; per quello finto un indizio può provenire dalla veemenza dei suoi interventi contrari nei momenti di stasi della riunione e dalla sua tendenza pacificatoria nei momenti di difficoltà del politico; ulteriore indizio può essere la conoscenza personale (dare del tu, chiamare per nome) e la continua frequentazione del medesimo politico nei momenti lontani dall'incontro dei cittadini. Consigli.

- Edoardo Marchetti

giovedì 16 settembre 2010

Interim nazionali ed Interim locali

Il ministro dello Sviluppo Economico dello Stato Italiano è assente da mesi, dalle famose dimissioni di Claudio Scajola per via della casa acquistata a "Sua insaputa". Da tempo numerose testate giornalistiche e numerosi politici dell'opposizione e anche alcuni esponenti della maggioranza e anche il Capo dello Stato, stanno premendo e reclamando la nomina di un nuovo ministro dello Sviluppo Economico che attualmente è ad interim nelle mani di Berlusconi.

Più in piccolo nel Comune di Livorno manca dal 12 Maggio 2010 ad oggi l'assessore alle Politiche Sociali venuto meno per le dimissioni di Maria Pia Lessi e la cui delega è stata ripresa ad interim dal Sindaco Alessandro Cosimi. Nonostante i ripetuti proclami di Cosimi, le proteste delle opposizioni, e le numerose polemiche a mezzo stampa, ancora ad oggi manca a Livorno l'Assessore alle Politiche Sociali.

- Edoardo Marchetti

martedì 24 agosto 2010

L'armata Lojosa

Gentile Sindaco,

Dopo questa estate, dopo aver trascorso le mie ferie in Spagna e Portogallo, dopo aver ripreso il mio tran tran ordinario per le vie di Livorno non ho potuto fare a meno di chiedermi una cosa: “Ma dove l’hanno buttato il Di Rocca?”. Domanda che mi è sorta spontanea avendo avuto modo di staccare per 15 giorni la spina da Livorno e ritornare con la mente fresca e ricettiva a ciò che la routine invece generalmente appanna. Domanda che mi è sorta dopo aver visto diversi cassonetti a giro per la città con alcuni rifiuti ammassati ai lati, dopo aver visto di nuovo i famosi “Rifiuti Ingombranti” decorare dopo molto tempo le varie isole ecologiche, dopo aver notato gli aloni di “Loja” che circondano l’asfalto e i marciapiedi intorno alle dette isole, dopo essere stato costretto, forse dopo 10 anni dall’ultima volta, a trattenere di nuovo il fiato passando accanto a tali raccoglitori. Un sudicio che non si ferma ai cassonetti, ma coinvolge anche i più modesti cestini, sempre più ingiovibili, e le strade ormai vero monnezzaio per le quali le sporadiche pulizie fanno ben poco. E diciamo senza mezzi termini, quest’anno c’è andata pure di lusso: l’estate non è stata caldissima, non ci sono stati picchi clamorosi, e il bel tempo è stato interrotto plurime volte da temporali e acquazzoni anche violenti che nonostante i danni hanno pure lavato le strade, la loja intorno ai cassonetti e i cestini bisunti. Eppure... bastan due giorni e la puzza ritorna, l’alone lojoso si riforma, e così via... Peccato non piova dentro i cestini e i cassonetti forse sarebbe la soluzione in assenza di un organizzato lavaggio che, clamoroso!, potrebbe togliere almeno la puzza e il percolato di sudicio.

In due anni consecutivi ho avuto modo di girare tutta la Spagna e il Portogallo, dall’Andalusia a Bilbao da Lisbona a Barcellona e, se l’anno scorso non ho trovato differenze di pulizia tra la mia vacanza e Livorno, quest’anno l’unica similitudine l’ho trovata con Porto, città sporchissima e fatiscente, l’unica al deprecabile livello livornese di quest’anno. Un cambio nella gestione aziendale sicuramente comporta alcuni aggiustamenti, ma tirare i remi in barca e andare alla deriva non può essere certo paragonato ad un qualsiasi tipo di navigazione, anche a vista o sulla rotta sbagliata.

Che ha fatto Di Rocca? Se n’è andato senza lasciare appunti? Qualche post it? Magari il numero di cellulare! Così se proprio non si sa che pesci prendere si può sempre fare una telefonata, parlarsi e chiedere consigli. Poi magari si potrebbe smettere di costruire nuovi quartieri con nuove isole ecologiche, nuove strade da pulire, nuovi cestini da pulire, tutto a parità di base imponibile... ma questa è una storia troppo complessa per essere intesa.

La prego Signor Sindaco, non mi risponda, non mi faccia la sfilza di motivazioni, la chiusura della discarica, l’inciviltà dei livornesi, l’aumento del costo del gasolio, il raddoppio della farina per i bomboloni, la manovra di Tremonti, i tagli e i cuci. Risolva il problema. Si lasci queste legittime scusanti per ingigantire i suoi eventuali successi e non le usi per sminuire le sue personali debacle.

- Edoardo Marchetti

sabato 26 giugno 2010

La terza via di Enrico Rossi


La sanità livornese si appresta ad un trasloco ormai certo, standoalle parole inequivocabili del presidente della Regione Enrico Rossi,ma la popolazione livornese si appresta a vivere questo passaggio sicuramente importante per la città, sicuramente qualificante, come l’estrema ed ennesima battaglia tra Guelfi e Ghibellini. Molti cittadini (moltissimi elettori di centrosinistra) si trovano costretti a prendere posizione contro i loro stessi governanti votati con più o meno convinzione. La sceltà scellerata di Montenero rischia di azzoppare clamorosamente ciò che invece dovrebbe essere un evento felice per Livorno come la costruzione di un Nuovo Ospedale. Lasciando da parte i pretoriani, Dottor Kildare che minacciano dimissioni in caso di sconfitta politica, altoparlanti ed amplificatori di una linea politica alla quale non credono nemmeno loro, potremmo provare a ragionare più seriamente partendo dalle parole di Enrico Rossi: L’ospedale si fa, e se il referendum lo boccia a Montenero troveremo un’altra zona adatta. Quanto è stimata l’area di Montenero? 25.000.000 € esclusi alcuni espropri (parola di Nebbiai). Quanto costa adeguare la viabilità a Montenero? 15.000.000 € (parola di Nebbiai, Cosimi, etc.). Quanto ha pagato Ipercoop l’area del Nuovo Centro per NON fare un nuovo Ipermercato (non posso credere che siano così sciocchi da creare due strutture identiche che andrebbero semplicemente a dividersi l’attuale bacino d’utenza di Porta a Terra)? 30.000.000 €. Allora perché non do tare di servizi non sanitari l’area di Montenero favorendo l’intervento privato in una zona di pregio (il mercato di alto livello è l’unico che tira in un momento di crisi delle classi più deboli) e costruire invece il Nuovo Ospedale proprio in quell’area del Nuovo Centro dove dovrebbe sorgere il nuovo ipermercato? Dei 15 milioni di euro previsti per l’adeguamento della viabilità di Montenero se ne potrebbero risparmiare almeno 10 in quanto l’area Nuovo Centro è servita dalla più grande rotatoria di Livorno, una strada a 4 corsie, una superstrada ed è adiacente alla ferrovia; senza contare che è una zona assolutamente baricentrica, raggiungibilissima in breve tempo anche da quei quartieri Nord che con Montenero sarebbero costretti ad una roulette russa nel traffico in caso di malore. Male che vada si può andare pari in termini economici ma l’ospedale di qualità necessario a Livorno andrebbe a trovarsi in un luogo assolutamente idoneo agli obiettivi sanitari proposti e diventerebbe una cerniera di coordinamento della futura rete sanitaria che Livorno si appresta a rivoluzionare. Può essere questo un punto di incontro tra Guelfi e Ghibellini, la terza via ipotizzata da Enrico Rossi? Me lo auguro, per TUTTI i livornesi, anche quelli che non la pensano come me.


- Edoardo Marchetti.

sabato 19 giugno 2010

Simboli Religiosi


Leggendo il vostro giornale ("Il Tirreno" - 19/06/2010 ndr) sono rimasto molto colpito dalla lettera accorata di Alessandro Bassi Luciani e pur non essendo cristiano mi unisco all’appello in qualità di seguace della religione dell’Indefinito. Per chi non la conoscesse, l’Indefinito è il principio creatore di Coso e Cosa simboli universali di amor vago, e sincretismo di una antica religione pagana di origine latina (“et cetera res” divenuta “eccetra”). Da profondo devoto di questi due salvatori del Linguaggio Impreciso mi unisco all’appello affinché nelle stanze dei degenti, oltre alla Croce, alla Mezzaluna, alla Stella di David, al Calendario e ad un Barometro, sia apposta anche una miniatura dell’oltraggioso ciclomotore Piaggio, simbolo della nostra religione. Non chiedo l’affissione di Achille Occhetto in quanto ha dimostrato un devoto e profondo pentimento.

- Edoardo Marchetti