martedì 15 aprile 2008

Tetto 100%

Presento una mozione relativa al regolamento edilizio per l'installazione integrata di pannelli solari e fotovoltaici.

(by Johny M)

Mozione Gruppo PRC

Regolamento Edilizio

Capo IV, Art.19, comma 10 (Superficie Lorda di Pavimento), lettera h.

Sostituire “purché la pendenza del tetto sia inferiore al 30%”

Con “purché la pendenza del tetto sia inferiore al 100%”


In vista della discussione sulle modifiche al Regolamento Edilizio il Consiglio della Circoscrizione IV esprime la sua perplessità per le norme che limitano, nella sostanza, al 30% di pendenza le falde dei tetti di nuova costruzione.

Livorno si trova ad una latitudine di poco più di 43° corrispondente ad unaltezza zenitale del Sole agli equinozi pari a 90°- 43° ovvero poco meno di 47°. Tale altezza media è il riferimento per l’installazione di dispositivi solari per acqua calda o produzione di energia elettrica che devono normalmente essere posti perpendicolarmente all’angolo di incidenza medio del Sole. Si evince dunque che, al fine di progettare questi dispositivi di risparmio energetico integrati sulla copertura, il limite di 30% (pari ad un angolo di 18°) va portato al 100% (pari ad un angolo di 45°).

Nello specifico

il Consiglio della Circoscrizione IV

CHIEDE

Che al Capo IV, Art. 19, comma 10 (Superficie Lorda di Pavimento), lettera h del Regolamento Edilizio sia sostituita la frase:

  • “purché la pendenza del tetto sia inferiore al 30%”

Con

  • “purché la pendenza del tetto sia inferiore al 100%”
- Edoardo Marchetti

giovedì 10 aprile 2008

Rotatoria Viale della Città del Vaticano - Via Razzaguta - Via San Marino

L’incrocio in questione, attualmente presenta una giratoria mista per cui vige la precedenza a destra tranne per chi proviene da Via San Marino. Questo tipo di intersezione, pericolosa di per sé, non ha avuto una incidentalità particolare proprio grazie alle traiettorie molto strette che sono necessarie per arrivarci da Via Razzaguta.

Adesso la situazione è notevolmente cambiata e il raddoppio di Via Razzaguta ha raddrizzato queste curve aumentando la velocità dei veicoli che percorrono l’incrocio. Onde evitare che vi siano incidenti gravi è opportuno dunque provvedere a trasformare l’attuale incrocio in una rotatoria con precedenza interna in modo da uniformarla alle altre rotatorie presenti in città. Questo provvedimento poco costoso (la rotatoria c’è già, basta mettere i cartelli di “dare la precedenza” e “rotatoria” sui bracci afferenti) andrebbe accompagnato dalla installazione di apposita segnaletica orizzontale e verticale per la creazione di passaggi pedonali su Via Razzaguta e Viale Città del Vaticano.

Vista la presenza in loco del cantiere per il raddoppio di Via Razzaguta si raccomanda inoltre di procedere speditamente alla approvazione del provvedimento in modo da contenere i costi e i tempi di realizzazione.

- Edoardo Marchetti


Piazza Damiano Chiesa

Posto una mozione che ho presentato in Circoscrizione per la Piazza Damiano Chiesa



Visualizzazione ingrandita della mappa

Mozione
Gruppo PRC
La realizzazione della nuova struttura commerciale di Piazza Damiano Chiesa si pone come una importante opera di riqualificazione dell’intera piazza e diventa una occasione per promuovere un intervento di alta qualità anche dal punto di vista dell’'arredo urbano e del suo contorno.
A questo proposito si richiama l’attenzione del Consiglio sull’opportunità di sfruttare questo intervento di iniziativa privata (non oneroso per il Comune) e contribuire alla realizzazione di una adeguata sistemazione della piazza.
Particolarmente il riferimento va alla pavimentazione dei marciapiedi e dei vialetti nel verde: l'’intervento prevede la realizzazione di pavimentazione a betonelle autobloccanti nell'’area immediatamente vicina al luogo dell’'intervento edilizio ma per il resto della piazza è prevista una semplice riasfaltatura dei marciapiedi e dei vialetti quando invece sarebbe opportuno sostituire l’'asfalto con le betonelle autobloccanti. Questo, con un apposita tela di geotessile sottostante, permetterebbe un incremento enorme della qualità estetica dell'’intervento, garantirebbe l’'uniformità della piazza e permetterebbe una maggiore permeabilità del suolo favorendo lo sviluppo del verde ed evitando l’'affioramento delle radici degli alberi in cerca di acqua piovana.
Per completare, in chiave socialmente sostenibile, questo intervento, oltre all’'eliminazione di eventuali scalini nei pressi dei passaggi pedonali, sarebbe opportuno installare comunque percorsi per non vedenti su ogni lato di marciapiede e su ogni vialetto pedonale da farsi con apposite piastrelle in ceramica (nel caso di semplice asfaltatura) o con apposite betonelle atte all’uopo (nel caso di pavimentazione in autobloccanti). La rifilatura della piazza con percorsi per non vedenti si renderebbe necessaria in quanto i marciapiedi sono privi di edifici che normalmente vengono presi come riferimento dai portatori di questo handicap e i cordoli delle aiuole sono troppo bassi per essere intercettati dagli appositi bastoni. E'’ altresì doveroso pensare agli attraversamenti pedonali affinché essi siano perfettamente ortogonali alla piastrellatura d’arresto del percorso per non vedenti onde evitare che quest’ultimi si trovino a camminare disassati rispetto all’'attraversamento.
Posto che tale intervento comporta un sostanziale contributo economico, impensabile per le sole finanze della Circoscrizione,
il Consiglio della Circoscrizione IV
chiede
che l’'intervento sovraesposto possa essere portato a termine almeno per il triangolo di piazza nel quale verrà costruito il nuovo edificato e che questi maggiori costi siano sostenuti direttamente dall’'Amministrazione Comunale.
Per il restante triangolo si auspica un medesimo provvedimento contestuale anche alla riqualificazione del Monumento ai Caduti qualora vi siano fondi a sufficienza.

giovedì 27 marzo 2008

Cordoli in Granito e Cordoli in CLS

(by takomabibelot)

Visto che recentemente mi sono trovato ad affrontare il prezziario del Comune riportante prezzi unitari per i cordoli di marciapiede fino a 5 volte maggiori rispetto a quelli che un privato può trovare su Internet, mi è venuto in mente di scrivere una "mozione d'indirizzo" che presento qualora qualcuno volesse fare osservazioni prima dell'eventuale presentazione.

Mozione

L’utilizzo di pietre naturali per la realizzazione di cordoli di marciapiede contrasta con il principio del risparmio e con la salvaguardia del territorio, forato e scavato per un estrazione spesso destinata a poco nobili scopi.
L’estrazione in cava, oltre ad essere una ferita per l’ambiente, è molto spesso anche accompagnata da numerosi e gravi infortuni sul lavoro che, sia pure in maniera minima, si possono diminuire con una minor richiesta di materiale da parte della collettività.
Purtroppo in questa città molto spesso la pietra naturale viene utilizzata per opere di scarso pregio, (granito per cordoli di marciapiede un po’ ovunque, travertino in Via del Crocino, Pietra Serena in piazza Cavallotti, etc...), e molto spesso senza le dovute garanzie di resistenza meccanica (vedi Piazza Cavallotti).
C’è un altro modo di affrontare la ristrutturazione delle nostre piazze e strade: attraverso l’utilizzo dei blocchi prefabbricati di calcestruzzo.
Il calcestruzzo ha una composizione iniziale eterogenea, che può giungere da semplice materiale di risulta, e soprattutto ha delle prestazioni finali Garantite dall’azienda produttrice in base alle caratteristiche di sollecitazione per cui è progettato. Esempio: Via Ulisse Dini a Pisa ha più o meno lo stesso effetto di pavimentazione di Piazza Cavallotti a Livorno ma, attraverso l’utilizzo di piastrelle sagomate in Calcestruzzo, essa è venuta a costare molto meno e non si è deteriorata dopo pochi mesi.
Dal punto di vista economico inoltre possiamo vedere come i cordoli di marciapiede arrivino a costare fino all’80% in meno di quelli in granito.

Vista la premessa e fatto salvo opere di particolare pregio urbanistico, il Consiglio della IV Circoscrizione si impegna a vigilare affinché sia seguito il seguente indirizzo:

  • Per il ripristino dei cordoli di marciapiede di lunghezza inferiore ai 20 metri sia usata la pietra naturale solo qualora riprenda i cordoli contigui
  • Per il ripristino dei cordoli di marciapiede di lunghezza superiore ai 20 metri sia sostituita l’eventuale pietra naturale con blocchi di calcestruzzo o similari, semplici o lavorati, di minor costo.
  • Per la realizzazione di nuovi cordoli di marciapiede di qualsiasi lunghezza siano utilizzati blocchi di calcestruzzo o similari, semplici o lavorati.

E inoltre si impegna affinché tale indirizzo venga adottato anche dal Consiglio e dalla Giunta Comunale.

- Edoardo Marchetti

giovedì 20 marzo 2008

La terza dimensione urbanistica

(by emmajc)

L’urbanistica è un modo di governare lo sviluppo di una città e di indirizzarla al futuro ma troppo spesso essa viene gestita dagli indirizzi a breve termine dettati dai varî volumi da costruire (residenze, commercio e servizi) senza alcun disegno lungimirante di competenza generalmente politica. Quando il disegno lungimirante manca sia nei tecnici che nei politici assistiamo alla creazione di progetti tecnicamente validi ma socialmente inaccettabili.

L’esempio cui mi riferisco è il futuro intervento del Nuovo Centro entro il quale, per motivi esclusivamente tecnici (Lodo Fremura) e senza alcun indirizzo politico, si sono identificate tre grandi macro-aree ognuna rispondente alle varie funzioni necessarie alla vita sociale: residenza (quadrante di Coteto), commercio (quadrante de La Rosa) e servizi (quadrante di Salviano).

Una divisione così netta delle varie funzioni, seppur tecnicamente inappuntabile, è dal punto di vista politico e sociale estremamente discutibile. Perché? Già in condizioni normali l’assenza di un intreccio territoriale tra le tre funzioni sopraelencate provoca una continua transumanza della popolazione tra le varie zone del quartiere e l’utilizzo dei mezzi (auto, scooter o bus) semplicemente per usufruire di quei servizi che dovrebbero invece essere interquartierali e dunque di facile e comodo accesso. Con costi sociali ben evidenti: i meno abbienti vedono una buona percentuale dei loro introiti andarsene per spese di trasporto (carburante, biglietto bus) magari anche solo per fare la spesa; per tutti invece c’è il costo che l’inquinamento di questi spostamenti inevitabilmente provoca. Se questi problemi si verificano normalmente, figuriamoci nel Nuovo Centro dove le tre aree sono perfettamente separate da una strada a 4 corsie, una superstrada e una ferrovia!

Il tecnico-base, di fronte alla richiesta di tripartizione di un’area, compie generalmente una tripartizione planimetrica, ovvero in pianta, risolvendo in pochi secondi l’individuazione delle aree; il politico minimamente accorto invece deve fare in modo che queste tre aree possano essere intrecciate tra di loro.

Un approccio diverso alla creazione del Nuovo Centro avrebbe potuto tener di conto ad esempio della terza dimensione: quella verticale. Disponendo, come avviene in tutti i centri storici delle nostre città, i servizi e il commercio ai piani terra degli edifici e le residenze sopra di essi, si crea quella relazione e quella vicinanza che permette al cittadino di assecondare le sue esigenze senza essere costretto ad una quotidiana migrazione. La creazione dunque, per esempio, di una via commerciale all’interno del nuovo quartiere, avrebbe permesso di creare piccolo e medio commercio, garantendogli un utenza costante e uniforme creata dal percorso che la via avrebbe ingenerato, inoltre la creazione di due piazze all’interno dei due quadranti (magari con la creazione di palazzoni a uffici intorno ad esse) avrebbe creato anche due importanti spazî di aggregazione utili alla creazione di relazioni sociali e di identità di quartiere garantendo la vita del quartiere sia di giorno che di notte ed evitando la desertificazione in una particolare ora del giorno.

Ciò purtroppo non è avvenuto e, visto l’andazzo con cui si discutono i progetti che il Comune presenta (non si possono toccare, aree, forme, strade, destinazioni, al massimo si può chiedere più alberi o più parcheggi), non credo che questo avverrà nel Nuovo Centro; è comunque auspicabile che di queste considerazioni si tenga politicamente conto nei futuri interventi sulla città di Livorno.

Edoardo Marchetti