giovedì 16 settembre 2010

Interim nazionali ed Interim locali

Il ministro dello Sviluppo Economico dello Stato Italiano è assente da mesi, dalle famose dimissioni di Claudio Scajola per via della casa acquistata a "Sua insaputa". Da tempo numerose testate giornalistiche e numerosi politici dell'opposizione e anche alcuni esponenti della maggioranza e anche il Capo dello Stato, stanno premendo e reclamando la nomina di un nuovo ministro dello Sviluppo Economico che attualmente è ad interim nelle mani di Berlusconi.

Più in piccolo nel Comune di Livorno manca dal 12 Maggio 2010 ad oggi l'assessore alle Politiche Sociali venuto meno per le dimissioni di Maria Pia Lessi e la cui delega è stata ripresa ad interim dal Sindaco Alessandro Cosimi. Nonostante i ripetuti proclami di Cosimi, le proteste delle opposizioni, e le numerose polemiche a mezzo stampa, ancora ad oggi manca a Livorno l'Assessore alle Politiche Sociali.

- Edoardo Marchetti

martedì 24 agosto 2010

L'armata Lojosa

Gentile Sindaco,

Dopo questa estate, dopo aver trascorso le mie ferie in Spagna e Portogallo, dopo aver ripreso il mio tran tran ordinario per le vie di Livorno non ho potuto fare a meno di chiedermi una cosa: “Ma dove l’hanno buttato il Di Rocca?”. Domanda che mi è sorta spontanea avendo avuto modo di staccare per 15 giorni la spina da Livorno e ritornare con la mente fresca e ricettiva a ciò che la routine invece generalmente appanna. Domanda che mi è sorta dopo aver visto diversi cassonetti a giro per la città con alcuni rifiuti ammassati ai lati, dopo aver visto di nuovo i famosi “Rifiuti Ingombranti” decorare dopo molto tempo le varie isole ecologiche, dopo aver notato gli aloni di “Loja” che circondano l’asfalto e i marciapiedi intorno alle dette isole, dopo essere stato costretto, forse dopo 10 anni dall’ultima volta, a trattenere di nuovo il fiato passando accanto a tali raccoglitori. Un sudicio che non si ferma ai cassonetti, ma coinvolge anche i più modesti cestini, sempre più ingiovibili, e le strade ormai vero monnezzaio per le quali le sporadiche pulizie fanno ben poco. E diciamo senza mezzi termini, quest’anno c’è andata pure di lusso: l’estate non è stata caldissima, non ci sono stati picchi clamorosi, e il bel tempo è stato interrotto plurime volte da temporali e acquazzoni anche violenti che nonostante i danni hanno pure lavato le strade, la loja intorno ai cassonetti e i cestini bisunti. Eppure... bastan due giorni e la puzza ritorna, l’alone lojoso si riforma, e così via... Peccato non piova dentro i cestini e i cassonetti forse sarebbe la soluzione in assenza di un organizzato lavaggio che, clamoroso!, potrebbe togliere almeno la puzza e il percolato di sudicio.

In due anni consecutivi ho avuto modo di girare tutta la Spagna e il Portogallo, dall’Andalusia a Bilbao da Lisbona a Barcellona e, se l’anno scorso non ho trovato differenze di pulizia tra la mia vacanza e Livorno, quest’anno l’unica similitudine l’ho trovata con Porto, città sporchissima e fatiscente, l’unica al deprecabile livello livornese di quest’anno. Un cambio nella gestione aziendale sicuramente comporta alcuni aggiustamenti, ma tirare i remi in barca e andare alla deriva non può essere certo paragonato ad un qualsiasi tipo di navigazione, anche a vista o sulla rotta sbagliata.

Che ha fatto Di Rocca? Se n’è andato senza lasciare appunti? Qualche post it? Magari il numero di cellulare! Così se proprio non si sa che pesci prendere si può sempre fare una telefonata, parlarsi e chiedere consigli. Poi magari si potrebbe smettere di costruire nuovi quartieri con nuove isole ecologiche, nuove strade da pulire, nuovi cestini da pulire, tutto a parità di base imponibile... ma questa è una storia troppo complessa per essere intesa.

La prego Signor Sindaco, non mi risponda, non mi faccia la sfilza di motivazioni, la chiusura della discarica, l’inciviltà dei livornesi, l’aumento del costo del gasolio, il raddoppio della farina per i bomboloni, la manovra di Tremonti, i tagli e i cuci. Risolva il problema. Si lasci queste legittime scusanti per ingigantire i suoi eventuali successi e non le usi per sminuire le sue personali debacle.

- Edoardo Marchetti

sabato 26 giugno 2010

La terza via di Enrico Rossi


La sanità livornese si appresta ad un trasloco ormai certo, standoalle parole inequivocabili del presidente della Regione Enrico Rossi,ma la popolazione livornese si appresta a vivere questo passaggio sicuramente importante per la città, sicuramente qualificante, come l’estrema ed ennesima battaglia tra Guelfi e Ghibellini. Molti cittadini (moltissimi elettori di centrosinistra) si trovano costretti a prendere posizione contro i loro stessi governanti votati con più o meno convinzione. La sceltà scellerata di Montenero rischia di azzoppare clamorosamente ciò che invece dovrebbe essere un evento felice per Livorno come la costruzione di un Nuovo Ospedale. Lasciando da parte i pretoriani, Dottor Kildare che minacciano dimissioni in caso di sconfitta politica, altoparlanti ed amplificatori di una linea politica alla quale non credono nemmeno loro, potremmo provare a ragionare più seriamente partendo dalle parole di Enrico Rossi: L’ospedale si fa, e se il referendum lo boccia a Montenero troveremo un’altra zona adatta. Quanto è stimata l’area di Montenero? 25.000.000 € esclusi alcuni espropri (parola di Nebbiai). Quanto costa adeguare la viabilità a Montenero? 15.000.000 € (parola di Nebbiai, Cosimi, etc.). Quanto ha pagato Ipercoop l’area del Nuovo Centro per NON fare un nuovo Ipermercato (non posso credere che siano così sciocchi da creare due strutture identiche che andrebbero semplicemente a dividersi l’attuale bacino d’utenza di Porta a Terra)? 30.000.000 €. Allora perché non do tare di servizi non sanitari l’area di Montenero favorendo l’intervento privato in una zona di pregio (il mercato di alto livello è l’unico che tira in un momento di crisi delle classi più deboli) e costruire invece il Nuovo Ospedale proprio in quell’area del Nuovo Centro dove dovrebbe sorgere il nuovo ipermercato? Dei 15 milioni di euro previsti per l’adeguamento della viabilità di Montenero se ne potrebbero risparmiare almeno 10 in quanto l’area Nuovo Centro è servita dalla più grande rotatoria di Livorno, una strada a 4 corsie, una superstrada ed è adiacente alla ferrovia; senza contare che è una zona assolutamente baricentrica, raggiungibilissima in breve tempo anche da quei quartieri Nord che con Montenero sarebbero costretti ad una roulette russa nel traffico in caso di malore. Male che vada si può andare pari in termini economici ma l’ospedale di qualità necessario a Livorno andrebbe a trovarsi in un luogo assolutamente idoneo agli obiettivi sanitari proposti e diventerebbe una cerniera di coordinamento della futura rete sanitaria che Livorno si appresta a rivoluzionare. Può essere questo un punto di incontro tra Guelfi e Ghibellini, la terza via ipotizzata da Enrico Rossi? Me lo auguro, per TUTTI i livornesi, anche quelli che non la pensano come me.


- Edoardo Marchetti.

sabato 19 giugno 2010

Simboli Religiosi


Leggendo il vostro giornale ("Il Tirreno" - 19/06/2010 ndr) sono rimasto molto colpito dalla lettera accorata di Alessandro Bassi Luciani e pur non essendo cristiano mi unisco all’appello in qualità di seguace della religione dell’Indefinito. Per chi non la conoscesse, l’Indefinito è il principio creatore di Coso e Cosa simboli universali di amor vago, e sincretismo di una antica religione pagana di origine latina (“et cetera res” divenuta “eccetra”). Da profondo devoto di questi due salvatori del Linguaggio Impreciso mi unisco all’appello affinché nelle stanze dei degenti, oltre alla Croce, alla Mezzaluna, alla Stella di David, al Calendario e ad un Barometro, sia apposta anche una miniatura dell’oltraggioso ciclomotore Piaggio, simbolo della nostra religione. Non chiedo l’affissione di Achille Occhetto in quanto ha dimostrato un devoto e profondo pentimento.

- Edoardo Marchetti

sabato 29 maggio 2010

Il velo di Maya

Cialtroni di tutta Livorno, scusatevi. Parafrasando Marx è questo l’appello che mi sento di fare a tutti quei personaggi illustri e oscuri, medici, politici, primari, che in questi anni, fino a ieri e addirittura ad oggi, hanno strumentalmente gridato che opporsi all’Ospedale a Montenero significava opporsi alla costruzione di un Nuovo Ospedale ovunque, significava perdere i finanziamenti, significava attendere altri 20 anni per avere una nuova struttura. La smentita fragorosa e clamorosa è arrivata direttamente dal Presidente della Regione Enrico Rossi che ha detto a chiare lettere “Se il referendum deciderà per un'altra ubicazione, slitteranno un po' i tempi, ma l'ospedale si farà comunque. Basta che l'ospedale sia in una posizione strategica, facilmente raggiungibile”, evidentemente sperando nel successo del referendum perché anche lui si è accorto che una ambulanza dal Porto a Montenero ci potrebbe mettere anche più di mezz’ora. Una frase inequivocabile che tronca ogni futura strumentalizzazione di pretoriani con pochi argomenti che chiacchierano più per partito preso che per reale convinzione.

- Edoardo Marchetti